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3s Intertower – Obiettivi del progetto

Come tutte le metropoli ad elevata penetrazione di traffico, Milano, pur possedendo una rete pubblica sostanzialmente all’altezza, soffre il flusso incessante del trasporto gommato proveniente non solo dalla provincia ma dall’intera regione unitamente all’assedio dei mezzi pesanti lungo le direttrici esterne; per di più tale effetto si rivela concomitante all’impossibilità a definire sbocchi diversificati stante un’urbanistica cresciuta attorno al centro storico senza averne potuto ampliare, per i più diversi motivi, i canali di ricircolo oltre che in assenza (endemica) di aree di sosta atte a favorire un piano sistematico di operatività come di deflusso organizzato.
E tutto ciò nonostante l’avviamento di successive e molteplici azioni di decentramento funzionale (sebbene tali assetti abbiano comunque sofferto di programmi eccessivamente diluiti nel tempo).
A questo punto, allora, vigenti:

  • l’impossibilità a ripristinare antiche o realizzare nuove vie d’acqua attorno ai centri storico e direzionale;
  • l’eccessivo costo oltre che le lunghe cantierizzazioni riferibili alla realizzazione di trasporti veloci sopraelevati (in affiancamento ai già definiti programmi in sotterranea, per quanto indirizzati al solo trasferimento);
  • la scarsa agibilità in superficie entro un territorio già invaso da microcantieri relativi ad impianti di fornitura energetica (teleriscaldamenti), o indirizzati a deposito automezzi (boxes sotterranei) o di ammodernamento-adattamento urbano,

si propone, quale unica soluzione realmente risolvente, l’utilizzo libero e disponibile delle vie aeree sopracittadine, le sole in grado di consentire un disegno armonico minimale, progettualmente mirato ad eminenti finalità turistico-economiche, entro un contesto di traffico chiamato al difficile impatto in relazione agli obbiettivi di Expo 2015.
Ecco quindi un impianto in grado di collegare le aree d’interesse della città al movimento turistico-operativo, per buona parte giornaliero, facente soprattutto capo all’Aeroporto di Linate, o dal perimetro delle tangenziali (? Malpensa e Orio in primis) per il tramite di un sistema finalizzato ad attraversare in 55’ un’area metropolitana, quale quella milanese, rettificando la complessa circuitazione SE?NW in aggiunta (seppur con differenti finalità) alle iniziative previste in sotterranea.
In pratica, provenendo da Linate, si potranno raggiungere Centro Direzionale, Ambiti viciniori del Centro Storico, Aree dello Sport e Poli Fieristici in tempi brevi a costi agevolati, favorendo i movimenti di 1÷2 giorni a bagaglio minimo, finalizzati a collegare (ambito economico e d’interesse a parte) l’aspetto turistico-paesaggistico a visite a mostre e/o eventi, anche sportivi (il viaggio a percorso completo, compiuto ad un’altezza media di ~ 85m da terra, offre al visitatore uno spettacolo unico già fine a se stesso) senza dimenticare la proiezione padana del panorama, aperto a nord dal Monte Rosa all’Adamello e a sud, asse OltrePo, dalle Langhe alla Cisa.
Tenendo infine conto dei flussi di sostenitori sportivi in relazione agli incontri di calcio internazionali e a taluni incontri di campionato delle squadre milanesi è opportuno osservare come il trasporto avulso e per via aerea permanga il più significativo e sicuro a comporre un concentramento senza infiltrazioni né dispersioni fino ai pressi dello Stadio Meazza canalizzando i viaggiatori dall’arrivo a Linate; e viceversa.
Per la prima volta, in ogni caso, viene proposto un intervento di urbanistica tridimensionale, costituita da un sistema a più edifici e a più ambienti. Alti, tipologicamente diversi, a significare una città tesa al di sopra di se stessa, aperta e consapevole verso la comunità-socialità; non solo centri commerciali, strutture turistiche o servizi al cittadino ma anche centri di ricerca, di cultura e
spettacolo, di sicurezza, di telecomunicazione, d’accoglienza, di soccorso immediato e veloce nonché di trasporto dal doppio vettore funiviario ed elicotteristico.
Una città dalle diramazioni urbane verticali: una città al piano di sopra, perciò, moderna e completa eppure rispettosa, del passato come del presente, in grado d’intervenire e servire ovunque e comunque, di controllare e sostenere l’altra urbanità nelle sue debolezze e per la sua sicurezza.
Di concordare e di scambiare attraverso la via più facile e stimolante. Non tanto l’interesse immobiliare, allora, per altro necessario al bilancio come all’equilibrio, quanto nuova modalità del conoscere e del trattare. Dell’osservare come del creare. E del ripensare. La città in piena polilatrìa, prima di tutto, come avviene per le metropoli del mondo intero, non solo per i protagonisti attivi ma per ricondurre alla collaborazione ed all’unione, nel senso del progresso umano e civile oltre che di quello tecnologico.

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