Sicurezza e Security
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Sicurezza e Security

SICUREZZA e SECURITY

La sicurezza può essere definita come la conoscenza che l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati, ovvero, più semplicemente, come la coscienza del fatto che una certa azione non provocherà dei danni. Il presupposto della conoscenza è fondamentale da un punto di vista epistemologico poiché un sistema può evolversi senza dar luogo a stati indesiderati, ma non per questo esso può essere ritenuto sicuro. Solo una conoscenza di tipo scientifico, basata quindi su osservazioni ripetibili e organizzate, può garantire una valutazione sensata della sicurezza.

La sicurezza totale si ha in assenza di pericoli. In senso assoluto, si tratta di un concetto difficilmente traducibile nella vita reale anche se l’applicazione delle norme di sicurezza rende più difficile il verificarsi di eventi dannosi e d’incidenti traducendosi sempre in una migliore qualità della vita.

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Nella vita quotidiana o nell’attività di un sistema organizzato, per migliorare la sicurezza, diminuire la possibilità d’infortuni e incidenti (aumentando nel contempo la probabilità di risolvere favorevolmente ogni situazione d’emergenza) sono necessarie azioni preventive adeguate, che includono:

 

  • analisi dei rischi;
  • formazione delle persone addette alla sicurezza;
  • organizzazione accurata dell’intervento comportante l’azione di messa in sicurezza;
  • organizzazione/formazione primo soccorso;
  • dotazioni strumentali appropriate (abbigliamento, dispositivi di protezione individuale, dispositivi di controllo, telerilevamento e telesoccorso, materiale per il pronto soccorso);
  • controllo periodico dei dispositivi di rilevamento (gas, incendio, armi, esplosivi e/o comunque prodotti aggressivi), delle vie di fuga e del piano di evacuazione nei locali a rischio;
  • controllo periodico degli impianti elettrici, con particolare riferimento all’efficienza dei dispositivi di apertura per sovraccarico e per dispersione e alla verifica dell’impianto di messa a terra;
  • controllo periodico di filtri e prese d’aria negli impianti di aerazione e condizionamento;
  • controllo e revisione periodica dei veicoli;
  • custodia accurata e proporzionata al rischio di ciascun dispositivo e del materiale pericoloso, tossico o nocivo.

 

A livello internazionale esistono 3 termini per definire i concetti di sicurezza: safetysecurity ed emergency.

 

  • safety: fa riferimento all’incolumità della persona (ad es. la lotta al terrorismo); l’incolumità va intesa non solo dai danni fisici ma anche da quelli morali, spirituali e indiretti.
  • security: ha più un significato di cultura, di studio e gestione della sicurezza per la realizzazione di misure per la prevenzione. Tali misure possono essere materiali e infrastrutturali, ma soprattutto formative ed informative, atte a far conoscere il rischio e quindi evitare il pericolo.
  • emergency: fa riferimento a tutte quelle attività di sicurezza personali e sociali che devono essere messe in atto nel caso il compito della security non sia sufficiente. L’emergency riguarda quindi la protezione e il contenimento del pericolo. Strutture che operano per fare sicurezza in senso di emergency (soccorso) sono la Polizia, i Vigili del Fuoco, il Pronto Soccorso, la Protezione Civile oltre ai Corpi di Vigilanza Privati adibiti a titolo ausiliario e funzionale nell’ambito di strutture organizzate limitate arealmente (Internal Security).

 

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Scienza della Sicurezza: coscienza e percezione

La conoscenza e la coscienza del rischio sono il primo passo verso la sicurezza.

Sovente il singolo o la comunità sono al corrente della presenza di taluni rischi in quanto ne sono stati informati; e tuttavia, quel che spesso viene a mancare, è la percezione e la coscienza del rischio reale; per dare un esempio, è possibile dire ai bambini di non mettere la mano sul fuoco, ma se almeno una volta non ne fanno esperienza non hanno la giusta percezione e coscienza.

Esistono, al contrario, delle esperienze irreversibili come gli incidenti stradali; non è consigliabile, infatti, provare a correre guidando in stato di ebbrezza per essere coscienti del rischio reale, in quanto il danno fisico, sociale, morale ed economico che ne deriva potrebbe rivelarsi irrecuperabile.

La percezione del rischio, in ogni caso, coinvolge dei meccanismi di tipo psicologico: in genere la mente umana tende a valutare come più rischiose le situazioni che comportano una maggiore gravità (ovvero le situazioni che possono provocare la morte) mentre tende a valutare come meno rischiose le situazioni a cui è associata una gravità minore (ad es. le situazioni che possono provocare un danno fisico non irreversibile).

Un ulteriore meccanismo psicologico che altera la percezione del rischio è quello per cui generalmente si valutano come meno rischiose le condizioni di cui si ha il controllo: ad es. in genere una persona tende ad essere meno preoccupata se è la persona stessa a guidare rispetto alla situazione in cui l’autista è una seconda persona.

La Scienza della sicurezza, quindi, con le sue pianificazioni e determinazioni, non tiene conto della percezione del rischio bensì della percezione del rischio reale.

 

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Percezione della Sicurezza.

 

Il ciclo della sicurezza

 

Il ciclo della sicurezza è un ciclo virtuoso composto da 3 momenti:

 

L’analisi, che comprende lo studio legislativo, normativo, ambientale, personale, professionale, delle attività e dei processi.

Le misure, che prevedono 2 grandi famiglie: quelle relative alla prevenzione e quelle relative alla protezione. Le misure possono essere attive, passive, strutturali, impiantistiche, amministrative o disciplinari.

La gestione: è la parte che deve mantenere in vita la sicurezza con approfondimenti aggiornamenti, formazione, informazione, manutenzione, verifiche, esercitazioni, piani di sicurezza e adeguamenti.

Il miglioramento della sicurezza deve fondarsi su basi tecniche, normative, con confronti con altre realtà e non soltanto dopo l’analisi e lo studio di un evento.

Il rischio viene definito come combinazione di probabilità e di gravità (severità) di possibili lesioni o danni alla salute, in una situazione pericolosa; la valutazione del rischio consiste nella valutazione globale di tali probabilità e gravità; tutto allo scopo di scegliere le adeguate misure di sicurezza.

 

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Ad es., nella valutazione degli scenari evolutivi possibili di un territorio, quali l’analisi di problematiche di carattere ambientale, il rischio è un valore definito dal prodotto:

 

R = P Vu Val

 

dove P è la pericolosità dell’evento in analisi, ovvero la probabilità che un fenomeno accada in un determinato spazio con un determinato tempo di ritornoVu è lavulnerabilità, ovvero l’attitudine di un determinato elemento a sopportare gli effetti legati al fenomeno pericoloso (ad es. nel caso di rischio sismico la capacità di un edificio a resistere all’effetto dello scuotimento) e Val è il valore che l’elemento esposto al pericolo assume in termini di vite umane, economici, artistici, culturali o altro.

 

I passi del Processo di Gestione del rischio (sociale, economico,

 

I passi successivi della gestione di un rischio sono così descritti:

 

  • stabilire il contesto;
  • identificare i rischi;
  • analizzare i rischi;
  • valutare i rischi;
  • controllare i rischi.

 

Spesso il passo controllare i rischi viene diviso in una fase di preparazione ed approvazione del Piano di azione dei rischio (Risk Action Plan) ed in una fase di esecuzione, controllo e modifica del Piano (Risk Control Plan).

In parallelo col processo centrale sono richieste doti di comunicazione e di consultazione. Monitorare e revisionare è parte intrinseca del processo in modo da assicurare che venga eseguito tempestivamente; l’identificazione, l’analisi, la valutazione e il controllo sono sempre aggiornati.

La gestione del rischio è quindi un processo ricorsivo, soggetto ad aggiornamenti, e non si esaurisce nell’identificazione iniziale del rischio.

 

Stabilire il contesto

 

Stabilire il contesto include pianificare il residuo del processo, l’identità e lo scopo sono fondamentali, le basi sulle quali il rischio sarà valutato e definire lo scheletro per il processo; ex ultimo l’agenda per l’identificazione e l’analisi.

 

Identificare i rischi

 

Dopo aver stabilito il contesto, il passo successivo nel processo di controllo è quello di identificare i rischi potenziali. I rischi sono connessi a eventi che quando si verificano causano problemi. Pertanto l’identificazione del rischio può iniziare dalla causa dei problemi o dal problema stesso.

 

Analizzare e Valutare i rischi

 

  • Analisi della causa: la sorgente di rischio può essere interna od esterna al sistema oggetto della gestione del rischio. Esempi di sorgente di rischio sono: i partecipanti a un progetto, i dipendenti di una azienda oppure il tempo atmosferico nei cieli di un aeroporto.

 

  • Analisi del problema: i rischi sono collegati all’identificazione dei pericoli (o minacce). Ad es.: il pericolo di perdere denaro, il pericolo di violazione di informazioni riservate o il pericolo di incidenti od infortuni. Le minacce possono essere correlate a vari soggetti, le più importanti sono connesse con gli azionisti, i clienti e le autorità governative.

 

Quando sono note le origini o i problemi, l’evento che un’origine può attivare o l’evento che può condurre ad un problema possono essere oggetto di approfondimento. Ad es., i soci che partecipano a un progetto che si ritirano durante lo svolgimento dello stesso possono mettere in pericolo il finanziamento del progetto; informazioni riservate possono essere sottratte dai dipendenti autorizzati anche se la rete informatica è protetta da intrusioni esterne; un fulmine può colpire un elicottero durante il decollo e ferire tutti i passeggeri a bordo. Il metodo per identificare i rischi può dipendere dalla cultura, dalla pratica d’industria e dalla accondiscendenza. I metodi d’identificazione sono formati da template o dallo sviluppo di template per l’identificazione della sorgente, problema o evento. I più comuni metodi di identificazione del rischio, allora, sono:

 

  • Basati su obiettivi: le organizzazioni e i team di progetto hanno degli obiettivi. Ogni evento che può mettere in pericolo l’acquisizione parziale di un obiettivo è identificato come rischio.
  • Basati sullo scenario: nell’analisi dello scenario vengono creati differenti scenari. Gli scenari possono essere l’alternativa per acquisire un obiettivo, o una analisi dell’interazione di forze ( ad es. in una battaglia di marketing).

 

Ogni evento che attiva uno scenario alternativo indesiderato, di conseguenza, viene identificato come un rischio.

 

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Ecco il motivo per cui anche le progettualità dei sistemi, delle strutture e della loro funzionalità interattiva con l’ambito umano e sociale sono soggette, tratto per tratto, metodo per metodo, scelta per scelta, ad un’uniformità d’indirizzo centrata sulla Sicurezza.

Sicurezza come vita, innanzitutto; e cultura della continuità civile.

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TUTTE LE PROPOSTE DI ALTAVIAMILANO EMERGONO DA UNA CREATIVITA’ CHE PONE ALLA BASE DEL PROGETTO-IDEA LA SICUREZZA TOTALE.

DELL’UOMO PER L’UOMO.

 

A RAGIONE DI TALI SCELTE OGNI ACCESSO PUBBLICO E PRIVATO, COSI’ COME DEGLI ADDETTI ALLA SICUREZZA DEL SISTEMA COLLEGATO ALLE STRUTTURE PROGETTATE DA ALTAVIAMILANO, E’ REGOLATO DALL’UTILIZZO DI DISPOSITIVI ANTITERRORISMO.

 

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0 Commenti disabilitati 2546 20 settembre, 2013 ALTAPEDIA, Sicurezza settembre 20, 2013

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